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Le
norme di riferimento
La
validità giuridica del documento elettronico, sancita dall’art.
15 della Legge 59/1997 (Bassanini 1) ed il conseguente sviluppo
di strumenti quali la firma digitale ed il protocollo informatico
(rispettivamente DPR
513/1997 e DPR
428/1998 ora confluiti nel Testo Unico DPR 445/2000), grazie
all'utilizzo delle reti di comunicazione telematica, rendono possibile
la realizzazione effettiva di una gestione completamente automatizzata
dei flussi documentali e la conseguente attuazione di profonde innovazioni
nelle modalità di lavoro delle amministrazioni.
Alcune
scelte tecniche fondamentali, come il tipo di linguaggio da utilizzare
per l'interscambio di dati tra Enti e le modalità tecniche di comunicazione
da utilizzare, sono espresse nel DPCM
31.10.2000 recante le regole tecniche per il protocollo informatico
(dal DPR 428/1998
poi DPR 445/2000).
Ulteriori
aspetti tecnici per rendere effettivamente interoperanti i sistemi
di protocollo informatico delle pubbliche amministrazioni sono contenuti
nella circolare AIPA/CR/28
emanata il 7 maggio 2001.
Per
sostenere le amministrazioni nell’attuazione delle norme in materia
di protocollo informatico, l’AIPA ha anche redatto nel settembre
2000 le "Linee
guida alla realizzazione dei sistemi di protocollo informatico e
gestione dei flussi documentali nelle pubbliche amministrazioni",
note anche come “GEDOC 2”.
Perché
il protocollo informatico
Tramite
il protocollo, di ogni documento vengono certificate provenienza
e data di acquisizione, identificandolo in maniera univoca grazie
ad un numero e una data. Costituisce pertanto il punto nevralgico
di tutti i flussi di lavoro tra le Amministrazioni ed all’interno
di ciascuna di esse, ed è per questo motivo che le sue modalità
di gestione assumono un’importanza fondamentale nella strategia
operativa della P.A.
E’
perciò naturale che l’informatizzazione di tale snodo informativo
sia il presupposto imprescindibile per gestire i flussi digitali
di documenti, senza i quali e-government non sarebbe neanche ipotizzabile.
Tali pratiche si chiamano, rispettivamente, gestione dei flussi
documentali e protocollo informatico, e sono adempimenti obbligatori
(secondo il DPR 428/98) per tutte le amministrazioni pubbliche,
centrali o locali che siano (tutte quelle definite nel DL 29/93).
Il
protocollo informatico, in particolare, consente di raggiungere
un triplice obiettivo:
·
rendere più efficienti le amministrazioni,
grazie all’eliminazione dei registri cartacei, la diminuzione degli
uffici di protocollo e la razionalizzazione dei flussi documentali;
·
migliorare la trasparenza dell’azione
amministrativa, rendendo più facile, e quindi realmente possibile,
l’accesso allo stato dei procedimenti e ai relativi documenti ai
diretti interessati;
·
rendere più facilmente attuabile l’automazione
dei principali processi amministrativi, per mezzo della gestione
elettronica dei documenti.
Le
tecnologie per la gestione dei flussi documentali
Cosa
fare per attuare la normativa
La
normativa stabilisce che ogni amministrazione deve individuare al
proprio interno - a seconda della dimensione e della dislocazione
geografica dei propri uffici - una o più “Aree Organizzative
Omogenee”, per ciascuna delle quali deve dotarsi di un sistema
di “protocollo informatico” che fornisca almeno i servizi di certificazione
dell'arrivo o dell'invio di un documento. L'effettuazione di una
“registrazione di protocollo” corrisponde all'assunzione di alcune
responsabilità da parte dell'amministrazione: in particolare serve
a certificare l'esistenza del documento almeno a partire da una
certa data. Ovvero:
- nel caso di documenti ricevuti, certifica il fatto che il
documento è entrato nei confini dell'amministrazione e che subirà
una qualche forma di trattamento oltre che essere conservato a
norma di legge;
- nel caso di documenti inviati all'esterno dall'amministrazione,
certifica il fatto che a fronte di un processo di lavoro è stato
prodotto un documento in una certa data ben definita.
La
normativa non si limita a stabilire principi generali (e quindi
a specificare quali sono i requisiti del sistema), ma detta le regole
organizzative interne e le caratteristiche dei sistemi tecnologici
che ciascuna amministrazione deve adottare per essere in grado di
fornire i servizi. In particolare, per ogni Area Organizzativa Omogenea,
l'amministrazione deve:
- mantenere un registro informatico;
- istituire un servizio e nominare un responsabile;
assicurare
che venga effettuata la registrazione di protocollo (ovvero l'operazione
con la quale si inseriscono alcune operazioni relative al documento
nel registro).
Flussi
documentali Cosa dice il Governo*
Al
fine di potenziare l’uso della posta elettronica, ogni comunicazione
interna sarà inviata ai destinatari in formato digitale, utilizzando
i sistemi in essere presso le varie Amministrazioni.
Per
avviare concretamente tali procedure, sarà svolta nel 2002 , con
il coordinamento del Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie
e la collaborazione di un primo insieme di Amministrazioni, una
prima fase transitoria di sperimentazione. Nel corso della
fase transitoria le Amministrazioni verificheranno le proprie dotazioni
informatiche, al fine di prepararsi alla realizzazione di tale iniziativa
nell’ottica della trasparenza e del servizio al cittadino.
Le
Amministrazioni dovranno individuare al loro interno le Aree
Organizzative Omogenee, le quali, dotate di un sistema di protocollo
informatico, potranno ricevere da cittadini, imprese o altre
Amministrazioni sia documenti in formato elettronico, sia documenti
cartacei che saranno smaterializzati tramite scanner.
I
documenti registrati dal sistema di protocollo informatico saranno
poi distribuiti per via telematica agli uffici competenti
all’interno della struttura organizzativa facente parte dell’Area
Organizzativa Omogenea.
Gli
interventi citati si inseriscono in un complessivo processo di rinnovamento
delle modalità e degli strumenti per la gestione dei flussi documentali.
In particolare, alla luce degli obiettivi di efficienza e trasparenza
dei processi amministrativi, la digitalizzazione dei flussi di
documentazione interna strutturata e l’introduzione del protocollo
informatico risultano cruciali, in quanto consentono
lo snellimento, la tracciabilità ed il monitoraggio continuo dei
documenti da parte degli utenti.
La
previsione di cui al testo unico n. 445/2000 obbliga le Amministrazioni
a realizzare entro il 1 gennaio 2004 il solo "Nucleo
Minimo", definendo in tal modo tempi lunghi per obiettivi
limitati, rispetto al livello di innovazione raggiungibile con una
completa attuazione di tutte le componenti, in particolare quella
relativa alla trasparenza, l’unica concretamente visibile al cittadino
e all'impresa.
E'
quindi necessario che, nella pianificazione della attività per l'anno
2002, si seguano precise guide di ordine tecnico ed organizzativo
per accelerare ed ampliare gli obiettivi realizzativi. E' perciò
necessario che ciascuna Amministrazione individui strutture o
gruppi di lavoro cui affidare la responsabilità della attuazione
di questo progetto.
Si
ritiene, infine, che particolare attenzione possa essere rivolta
dalle Amministrazioni nel tener conto di questo progetto per operare
una riqualificazione del personale disabile mediante l’ uso
di opportune tecnologie assistive.
*
Testo tratto dalla Direttiva “Linee guida in materia di digitalizzazione
dell’amministrazione”, emanata nel Dicembre 2001 dal Dipartimento
per l?Innovazione e le Tecnologie. I grassetti sono di Atenea.
Schema
di acquisizione dei documenti dall’esterno, secondo le Linee guida
del Governo
Pagina
curata da Atenea
Marzo 2002
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